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Copertina di 'Servizi di polizia internazionale, cooperazione giudiziaria e terzo pilastro dell'Unione europea. Con CD-ROM'

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Servizi di polizia internazionale, cooperazione giudiziaria e terzo pilastro dell'Unione europea. Con CD-ROM


di

Romani Mauro

 

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Allegati: Indice

DETTAGLI DI «Servizi di polizia internazionale, cooperazione giudiziaria e terzo pilastro dell'Unione europea. Con CD-ROM»

Tipo Libro
Titolo Servizi di polizia internazionale, cooperazione giudiziaria e terzo pilastro dell'Unione europea. Con CD-ROM
Autore
Editore

CEDAM


EAN 9788813291433
Pagine 560
Data 2009

INDICE DI «Servizi di polizia internazionale, cooperazione giudiziaria e terzo pilastro dell'Unione europea. Con CD-ROM»

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INDICE-SOMMARIO



CAPITOLO I
Terrorismo e cooperazione giudiziaria per la tutela dei diritti umani

1. Introduzione............................................................................. pag. 3
2. Da Sarajevo a Sarajevo..................................................................10
3. La sfida globale e quella esterna. L'Europa globale......................16
4. (Segue): Finis Europae'................................................................17
5. (Segue): I confini dell'allargamento..............................................23
6. (Segue): Confini statuali' ..............................................................32
7. L'integrazione del sistema di Schengen nell'Unione europea:
Un nuovo settore di intervento per la Corte di Lussemburgo........37
8. L'Europa ed il terrorismo internazionale prima dell'11
settembre 200...............................................................................142
9. La concertazione internazionale antiterroristica negli anni
'70: Il ruolo preminente dell'Europa .............................................43
10. I progressi della Comunità europea: Dal gruppo Trevi alla
nascita dell'Unione europea ..........................................................45
11. Il Trattato di Maastricht ed il suo contributo alla lotta al
Terrorismo .....................................................................................50
12. Dalla teoria alla pratica negli anni '90: I limiti di Maastricht
e le diverse iniziative messe in atto nella lotta al terrorismo .........53
13. Il Trattato di Amsterdam: Un impulso in favore della
sicurezza Interna............................................................................57
14. Le altre iniziative in ambito GAI precedenti all'attentato
dell'11 settembre 2001 ..................................................................61
15. Un importante contributo del Parlamento Europeo: La
raccomandazione sul ruolo dell'Unione nella lotta al
terrorismo del 5 settembre 2001 ....................................................63
16. La reazione europea al terrorismo dopo l'11 settembre 2001 .......65
17. I giorni successivi all'attentato: L'immediata reazione
dell'Unione67
18. Le conclusioni del Consiglio 'Giustizia e affari interni,
protezione civile' del 20 settembre 2001 ......................................68
19. Il Consiglio straordinario di Bruxelles del 21 settembre
2001: Il piano d'azione di lotta al terrorismo nella politica
europea ..........................................................................................72
VIII


20. Il Consiglio congiunto GAI/ECOFID: Le misure restrittive
relative al finanziamento del terrorismo ........................................75
21. L'azione diplomatica della Presidenza Belga: dal Consiglio
informale di Gand a quello di Laeken ...........................................79
22. Le posizioni comuni PESC tran-pilastro: la mobilitazione del
secondo pilastro nella lotta al terrorismo.......................................83
23. I progressi del settore GAI nel 2002 ..............................................86
24. Il mandato d'arresto europeo.........................................................91
25. (Segue): Definizione di reato terroristico ......................................94
26. L'effettivo coinvolgimento della PESC, e della PESD, nella
lotta al terrorismo internazionale...................................................97


CAPITOLO II
Europol-Eurojust: Cooperazione in materia penale

1. Introduzione......................................................................... pag. 103
2. Definizione dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia.............105
3. I limiti degli strumenti del terzo pilastro .....................................114
4. Sviluppi della politica di cooperazione in materia di giustizia
e affari interni ..............................................................................115
5. I tradizionali modelli di cooperazione tra polizie: L'OICP-
Interpol ........................................................................................117
6. (Segue): Struttura ed obiettivi......................................................119
7. (Segue): La natura giuridica ........................................................123
8. Europol e i "difficili" rapporti con l'Unione europea...................124
9. Cooperazione europea di polizia. Il sistema Europol..................125
10. (Segue): Aspetti giuridici ed istituzionali ....................................126
11. (Segue): La struttura ....................................................................127
12. Finalità ed ambito d'azione..........................................................131
13. (Segue): Quadro normativo .........................................................132
14. Il sistema informatizzato (TECS) ................................................133
15. Gli archivi di analisi ....................................................................134
16. (Segue): Il sistema d'indice..........................................................136
17. (Segue): Diritto d'accesso al sistema informatizzato ...................136
18. L'obbligo di riservatezza delle informazioni ...............................137
19. Privilegi ed immunità dei funzionari e l'accordo di sede.............139
20. Gli organi di controllo .................................................................140
21. La procedura di esame dei ricorsi................................................142
22. Le relazioni con gli organismi e Stati terzi..................................144
IX


23. Il pendant giudiziario di Europol ................................................145
24. La creazione della rete giudiziaria europea .................................146
25. Il progetto Eurojust......................................................................147
26. La cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale
alla luce del Trattato di Amsterdam ............................................150
27. Le modifiche al terzo pilastro......................................................152
28. L'integrazione dell'acquis di Schengen e la cooperazione
rafforzata......................................................................................154
29. La cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale .........157
30. (Segue): Le misure adottabili ......................................................160
31. Le squadre investigative comuni .................................................163
32. L'Europol e l'Italia .......................................................................166
33. L'Unità Nazionale Italiana e l'Europol (UNE) ............................170
34. Il ruolo del Parlamento europeo in merito al controllo
democratico su Europol...............................................................175
35. Modifica del Trattato costituzionale............................................177
36. Lo 'Spazio giudiziario europeo': I progetti di
armonizzazione relativi a specifici settori del diritto penale ......181
37. Considerazioni conclusive...........................................................188


CAPITOLO III
L'Accademia europea di polizia

1. Polizia, giustizia e affari interni fino al trattato di
Maastricht.........................................................................pag. 195
2. L'accordo di Schengen ................................................................196
3. La cooperazione tra le forze di polizia fino agli accordi di
Schengen199
4. La cooperazione tra le forze di polizia di Schengen al
Trattato di Maastricht ..................................................................201
5. Dopo il trattato di Maastricht.......................................................207
6. Fino al vertice di Tampere: verso una maggiore
collaborazione tra le forze di polizia ...........................................209
7. Il Trattato di Amsterdam .............................................................212
8. Il Consiglio europeo di Tampere e l'istituzione
dell'Accademia europea di polizia (CEPOL) ..............................216
9. L'Accademia Europea di Polizia: Organizzazione e
funzionamento .............................................................................220
10. (Segue): Il direttore......................................................................223
X


11. (Segue): Il Segretariato della CEPOL ed il suo personale...........224
12. Il bilancio della CEPOL ..............................................................225
13. Le disposizioni finanziarie e la lotta antifrode ............................228
14. (Segue): Disposizioni transitorie .................................................230
15. Finalità, obiettivi, compiti e strategie della CEPOL....................233
16. La ricerca scientifica quale risorsa sottesa al perseguimento
degli obiettivi...............................................................................236
17. Le dotazioni tecnologiche della CEPOL .....................................239
18. L'European police learning network (EPLN) .............................240
19. (Segue): Il back-office dell'EPLN ...............................................242
20. Il database europeo di scienze e ricerca in material di polizia.....242
21. L'evoluzione normativa e le prospettive future della CEPOL ....244
22. Le modifiche intervenute a seguito delle iniziative di Irlanda
e Regno Unito..............................................................................248
23. Il futuro della CEPOL..................................................................254
24. Considerazioni conclusive...........................................................256


CAPITOLO IV
Riciclaggio di capitali illeciti tramite internet e tutela giuridica
nel diritto internazionale e comunitario

1. Introduzione......................................................................... pag. 265
2. Analisi della fattispecie e tutela dei diritti umani ........................273
3. Il ruolo dei paradisi fiscali. Dai paradisi fiscali ai cyber
havens..........................................................................................296
4. I rischi connessi ai paradisi fiscali...............................................300
5. La posizione della Comunità Internazionale ...............................304
6. (Segue): Cyber havens.................................................................309
7. Il caso del Dominion di Melchizedek...........................................310
8. Il caso della Europan Union Bank (EUB) di Antigua .................312
9. La Convenzione di Strasburgo del 8 novembre 1990..................315
10. Direttiva del Consiglio della CE relativa alla prevenzione
dell'uso dei sistemi finanziari a scopo di riciclaggio dei
proventi di attività illecite del 10 giugno 1991 e le seguenti ......317
11. Protocolli addizionali alla Convenzione sulla protezione
degli interessi finanziari dell'Unione europea............................320
12. Considerazioni conclusive...........................................................321
XI


CAPITOLO V
Tutela giuridica della tratta di esseri umani
nel diritto internazionale e comunitario

1. Introduzione......................................................................... pag. 325
2. (Segue): La Convenzione di Ginevra ..........................................329
3. (Segue): La Convenzione sulla schiavitù della Società delle
Nazioni ........................................................................................329
4. La Convenzione supplementare del 1956....................................330
5. La Convenzione per la repressione della tratta e dello
sfruttamento della prostituzione del 1949....................................332
6. Gli organismi creati nell'ambito delle Nazioni Unite per
studiare, prevenire e reprimere il problema del traffico di
esseri umani .................................................................................335
7. L'art. 4 delle Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo
e l'art. 8 del Patto sui Diritti Civili e Politici..............................337
8. La CEDAW ..................................................................................338
9. La Convenzione internazionale per l'eliminazione di ogni
forma di discriminazione nei confronti delle donne ...................339
10. La Convenzione contro la tortura e i trattamenti inumani o
degradanti ....................................................................................340
11. La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia ......341
12. Il Protocollo alla Convenzione sui diritti dell'infanzia
riguardante il traffico di bambini, la prostituzione infantile e
la pornografia infantile del 2000 .................................................343
13. L'attività del Organizzazione Internazionale del Lavoro ............345
14. La Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di
tutti i lavoratori emigranti e dei membri delle loro famiglie ......348
15. (Segue): Gli sviluppi recenti........................................................349
16. La Convenzione internazionale contro il crimine
transnazionale organizzato ..........................................................352
17. Il crimine transnazionale .............................................................352
18. (Segue): Scopo ed ambito di applicazione...................................354
19. La definizione di smuggling ........................................................358
20. Nascita della definizione di trafficking........................................359
21. Il Protocollo addizionale sulla tratta di persone ..........................362
22. Il Protocollo per prevenire, sopprimere e punire la tratta di
persone specialmente di donne e bambini ...................................362
23. Il contrabbando di persone ..........................................................373
XII


24. Il Protocollo sul traffico di migranti via terra, via aria e via
mare .............................................................................................374
25. La normativa europea ..................................................................379
26. (Segue): L'Azione comune..........................................................382
27. L'azione comune 96/700/GAI del 29 novembre 1996 ................382
28. L'azione comune del 24 febbraio 1997 .......................................383
29. La Dichiarazione dell'aprile 1997 ...............................................384
30. (Segue): Lo strumento delle decisione ........................................386
31. La Decisione del Consiglio dell'Unione europea del 15
marzo 2001 n. 220 .......................................................................386
32. La decisione quadro del Consiglio relativa alla lotta contro la
tratta degli esseri umani del 19 luglio 2002.................................388
33. La Decisione quadro del Consiglio relativa al rafforzamento
del quadro penale per la repressione del favoreggiamento
dell'ingresso del transito e del soggiorno illegali .......................389
34. (Segue): La Dichiarazione di Bruxelles.......................................390
35. Il gruppo di esperti sulla tratta degli esseri umani.......................394
36. La Direttiva n. 81 del Consiglio del 29 aprile 2004 ....................395
37. La Convenzione del Consiglio d'Europa sulla lotta contro la
tratta degli esseri umani...............................................................397


CAPITOLO VI
La disciplina del mandato d'arresto europeo secondo la decisione
quadro 2002/584/GAI: Un'analisi dei profili sostanziali

1. Considerazioni introduttive: l'acquis e le prospettive nelle
quali si colloca la normativa sul mandato d'arresto europeopag. 403
2. Il superamento del controllo della doppia incriminazione:
fraintendimenti linguistici di una preannunciata rivoluzione
'pacifica'.....................................................................................405
3. (Segue): I tentativi di contrasto posti in essere dai critici del
sistema di consegna basato sul MAE ..........................................411
4. (Segue): La sentenza Advocaten voor de Wereld (C-303/05).
La difesa 'a spada tratta' dell'art. 2, d. q. 2002/584/GAI, da
parte della Corte di giustizia europea .........................................416
5. (Segue): Obiettivi espliciti e armonizzazioni invisibili ...............418
6. (Segue): Le presunte lesioni delle disposizioni dei Trattati
fondamentali ................................................................................421
XIII


7. I problemi posti dall'art. 2, § 3: una breccia nel principio
della riserva di legge da richiudere..............................................422
8. L'addio al 'reato politico' e la singolare sorte della clausola
di non discriminazione.................................................................423
9. I reati fiscali.................................................................................427
10. L'apporto ad una migliore codificazione dei contenuti della
cittadinanza dell'Unione..............................................................427
11. L'obbligo di rifiuto in ragione dell'età del soggetto ricercato
o condannato................................................................................430


CAPITOLO VII
Le prospettive di sviluppo della cooperazione tramite
il mandato di arresto europeo alla luce delle innovazioni
introdotte dal Trattato di Lisbona

1. Considerazioni introduttive: fonti e metodologia ................ pag. 435
2. «The arrest warrant is a success»: risultati concreti e
obiettivi mancati nell'attuazione del MAE negli Stati
membri dell'Unione....................................................................436
3. La vicenda che ha interessato la regola della consegna del
cittadino nella giurisprudenza delle Corti statali europee............447
4. Il Tribunale costituzionale polacco: Con la consegna del
cittadino si rischia la violazione dell'essenza delle libertà
costituzionali................................................................................448
5. Il caso Darkazanli: uso negligente del potere legislativo
rispetto agli interessi del cittadino tedesco ..................................452
6. Le pronunce delle altre Corti statali europee. Comparazioni
di sistema: il MAE a confronto con l'interstate rendition
statunitense ..................................................................................456
7. Conclusioni: uno sguardo alle occasioni mancate (o quasi) di
evoluzione in senso federale della cooperazione giudiziaria
nell'Unione ..................................................................................463


CAPITOLO VIII
Cooperazione comunitaria nel settore della politica estera e di difesa

1. Il ruolo delle istituzioni comunitarie nella PESC e la
dimensione democratica della PESD.................................. pag. 471
XIV


2. L'Agenzia europea per la difesa..................................................480
3. (Segue): L'art. 297 TCE ..............................................................482
4. (Segue): L'art. 298 TCE ..............................................................485
5. (Segue): Gli artt. 301 e 60 TUE...................................................488
6. PESC e Costituzione europea ......................................................494
7. La politica estera e di sicurezza comune (PESC) e la politica
di sicurezza e di difesa comune (PSDC) nel trattato di
Lisbona ........................................................................................503


Bibliografia generale ................................................................... pag.509

Riferimenti bibliografici solo dell'ottavo capitolo ..................... pag. 541

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