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La circolazione della prova nei processi civili


di

Vanz M. Cristina

 

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Allegati: Indice

DETTAGLI DI «La circolazione della prova nei processi civili»

Tipo Libro
Titolo La circolazione della prova nei processi civili
Autore
Editore

Giuffrè


EAN 9788814143403
Pagine XII-344
Data 2008

INDICE DI «La circolazione della prova nei processi civili»

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DICE


Capitolo I
LA CIRCOLAZIONE DELLA PROVA NEI PROCESSI CIVILI.
INTRODUZIONE AL PROBLEMA

1. La « prova prestata »: genesi del problema .............................................. 1
2. L'influenza delle componenti metagiuridiche ............................................ 7
3. L'orientamento della prassi, presente nella legislazione ottocentesca, fa-
vorevole alla libera circolazione della prova nei processi. Le maggiori
cautele espresse dalla dottrina .................................................................... 12
4. La perdurante contrapposizione che contraddistingue il pensiero di giu-
risprudenza e dottrina. L'attuale, incerto quadro normativo. Primi
cenni ............................................................................................................. 14
5. (Segue): altre insicurezze evocate dalla disciplina normativa. I falsi
« schermi protettivi » adottati per giustificare la circolazione della prova
nell'ambito di diverse giurisdizioni. Le diversita strutturali dei processi
`
come possibile fonte limitativa alla circolazione della prova ................... 26



Capitolo II
IL GIUDIZIO D'AMMISSIBILITA DELLA PROVA
v
FORMATA IN ALTRI PROCESSI. PROFILI GENERALI

1. La legittimita dell'utilizzo di prove formatesi in altri processi: primi ac-
`
cenni al problema ........................................................................................ 35
2. Relativita del concetto d'ammissibilita della prova ...................................
` ` 36
3. Il diritto alla prova. La tendenza, nazionale e transnazionale, ad erodere
gli spazi occupati dalle regole limitative .................................................... 42
4. (Segue): il diritto alla prova ed i suoi riflessi sul problema dell'ammissi-
bilita delle prove formatesi in altri processi ..............................................
` 50
5. La natura documentale della prova raccolta in altri processi e la sua po-
tenziale idoneita a giustificare l'ammissibilita senza riserve della « prova
` `
prestata » ...................................................................................................... 53
6. (Segue): considerazioni critiche sull'adozione del modulo documentale . 62
7. La teoria delle prove atipiche come possibile fonte dalla quale trarre
spunti per giustificare l'ammissibilita della « prova prestata » ................
` 68
8. (Segue): verifica della fruibilita del modello indiziario-presuntivo. I ca-
`
ratteri sfuggenti dell'indizio ........................................................................ 71
X Indice


9. Il problema dell'ammissibilita della « prova prestata » alla luce del prin-
`
cipio del libero convincimento ................................................................... 76
10. L'ammissibilita della circolazione della prova nella prospettiva tracciata
`
dall'art. 310, comma 3, c.p.c. Prima ipotesi di lavoro .............................. 81



Capitolo III
LA PRIMA VARIABILE STRUTTURALE DELLA CIRCOLAZIONE
DELLE PROVE: IL MUTAMENTO DEL GIUDICE

1. Premesse. Alcune considerazioni di metodo ............................................. 85
2. La prima variante soggettiva: il mutamento del giudice. Impostazione
del problema alla luce del principio dell'oralita processuale. Il modello
`
teorico dell'oralita ed il suo riscontro nella disciplina vigente ................
` 87
3. Prime considerazioni sull'integrale e coerente applicazione dei canoni
dell'oralita processuale. In particolare, l'interrogatorio libero delle parti.
`
Le funzioni attribuite all'istituto. Verifica della loro congruenza alla luce
dei tradizionali enunciati ............................................................................. 96
4. La soluzione di compromesso adottata dal legislatore ed i suoi riflessi sul
problema del mutamento del giudice chiamato a valutare le prove rac-
colte in altri processi ................................................................................... 102



Capitolo IV
INDAGINI SUL VALORE


Parte I
L'argomento di prova

1. Il valore delle prove raccolte nel giudizio estinto. Introduzione al pro-
blema secondo la tradizionale ripartizione tra prove legali e prove libe-
ramente valutabili ........................................................................................ 111
2. I riflessi dell'ambigua nozione di argomento di prova sull'interpreta-
zione della disciplina contenuta nell'art. 310, comma 3, c.p.c. ............... 117
3. La gamma di comportamenti o di eventi processuali ai quali viene con-
nessa, per espressa previsione normativa o in via d'interpretazione, la
possibilita che il giudice tragga argomenti di prova .................................
` 120
4. Le prime soluzioni prospettate dalla dottrina sull'efficacia da attribuire
all'argomento di prova. Gli spunti offerti dalle riflessioni di Gorla sul
valore da attribuire al comportamento della parte. L'argomento di prova
come elemento sussidiario per la valutazione di altre prove. La diversa
concezione che lo assimila alle presunzioni ............................................... 127
5. La tesi dell'efficacia ridotta dell'argomento di prova. I dissensi della
giurisprudenza in merito ............................................................................. 133
Indice XI



6. (Segue): gli sforzi preordinati a costruire una nozione omogenea di argo-
mento di prova, ad efficacia necessariamente ridotta ............................... 137
7. (Segue): la tesi di G.F. Ricci ........................................................................ 140
8. (Segue): verifica della (piu articolata) tesi a sostegno dell'efficacia ridotta
`
dell'argomento di prova .............................................................................. 142
9. (Segue): altre disarmonie correlate alla tesi dell'efficacia ridotta dell'ar-
gomento di prova ........................................................................................ 152
10. La ricostruzione dell'argomento di prova entro gli schemi della presun-
zione o, alternativamente, come prova legale negativa ............................. 156
11. La tesi di L. Lombardo. L'argomento di prova come sintesi sillogistica.
Spunti ricostruttivi. Conclusioni ................................................................. 158


Parte II
Il rapporto tra l'art. 310, comma 3, c.p.c. e le prove legali

1. Il problema dell'applicabilita della disciplina dell'art. 310, comma 3,
`
c.p.c. anche alle prove legali. Le varie opinioni espresse in tema e la loro
inconciliabilita con la nozione generalmente accolta di argomento di
`
prova ............................................................................................................. 165
2. Le ragioni poste a fondamento della tesi che sostiene la salvezza delle
prove legali raccolte nel giudizio estinto. La loro rispondenza ad un mo-
dello di prova legale ancorato a canoni tradizionali. Motivi del dissenso
rispetto a tale concezione: il dato storico .................................................. 169
3. (Segue): i criteri di razionalizzazione dei procedimenti probatori ........... 176
4. I limiti di estensione del divieto di prova contraria e la loro incidenza
sulla disciplina dell'art. 310, comma 3, c.p.c. ........................................... 180
5. Conclusioni. La confermata neutralita dell'art. 310, comma 3, c.p.c. e la
`
sua idoneita a fungere da norma di riferimento per giustificare in via
`
potenziale il fenomeno di circolazione della prova .................................. 192



Capitolo V
LIMITI OGGETTIVI E SOGGETTIVI
DELL'ART. 310, COMMA 3, C.P.C.

1. Circolazione probatoria e limiti di natura oggettiva: valutazioni alla luce
dell'art. 310, comma 3, c.p.c. Introduzione al problema: la tesi che attri-
buisce portata limitativa alla regola espressa dalla norma, ritenendo che
il riutilizzo delle prove raccolte nel giudizio estinto possa avere luogo
solo nel caso in cui il successivo processo abbia il medesimo oggetto ... 193
2. Le ragioni su cui poggia la tesi restrittiva. In particolare, la ratio limita-
tiva colta dal dato storico e, segnatamente, dalle norme sulla perenzione
dell'istanza .................................................................................................... 196
3. I riferimenti alla domanda contenuti nella disciplina dell'estinzione e
nelle norme sostanziali ad essa correlate. Riscontro negativo di una loro
eventuale incidenza sul problema del riutilizzo del materiale istruttorio . 197
XII Indice


4. Le incongruenze determinate dal riferimento all'identita della res in iu- `
dicium deduca. Insussistenza di limiti di natura oggettiva idonei a preclu-
dere la lettura estensiva dell'art. 310, comma 3, c.p.c. ............................. 200
5. I profili soggettivi. Le prove provenienti da un processo celebrato fra
parti diverse ................................................................................................. 204
6. (Segue): gli spunti offerti dalla giurisprudenza costituzionale. La sen-
tenza n. 55/1971 e la sua influenza sulle modifiche normative succes-
sive ................................................................................................................ 207
7. (Segue): alcuni dubbi sulle potenzialita estensive, o preclusive, del feno-
`
meno della circolazione della prova ........................................................... 212
8. L'esperienza del processo penale. Il contraddittorio come garanzia per il
conseguimento di una decisione giusta. Le deroghe alla dialettica proba-
toria « perfetta » .......................................................................................... 218
9. (Segue): conclusioni. Reale sussistenza di limitazioni soggettive .............. 229



Capitolo VI
INTERSCAMBIO ISTRUTTORIO E CARATTERISTICHE
STRUTTURALI DEI PROCESSI

1. La compatibilita del materiale istruttorio raccolto in altri giudizi. Neces-
`
sita di scandagliare le caratteristiche strutturali delle singole istruttorie
`
per stabilire in concreto la riutilizzabilita delle prove disponibili ...........
` 239
2. Le difficolta della comparazione strutturale. Lo snodo complesso della
`
circolazione del materiale probatorio. Un percorso esemplificativo ....... 248
3. La prova raccolta innanzi al giudice incompetente. I riflessi di questa
problematica sul piu generale tema della circolazione della prova. La di-
`
sciplina dell'incompetenza nei suoi risvolti passati. Le modifiche legisla-
tive ed il loro rilievo in tema ...................................................................... 255
4. I condizionamenti impressi dall'art. 25 Cost. Le modifiche dell'art. 38
c.p.c. e la loro incidenza sulla nozione di competenza ............................ 262
5. La translatio iudicii come possibile veicolo di migrazione istruttoria in
diversi ambiti giurisdizionali. Introduzione al problema .......................... 274
6. (Segue): le sentenze di Cass., Sez. un., n. 4109/2007 e Corte cost. n. 77/
2007 .............................................................................................................. 282
7. (Segue): un modello esemplificativo di riferimento: il processo ammini-
strativo. Le variegate caratteristiche dell'istruttoria: dal modello classico
alle piu recenti forme di tutela ...................................................................
` 293
8. (Segue): sistema istruttorio unico o sistema quadripartito' ...................... 302
9. Conclusioni .................................................................................................. 314


Bibliografia ............................................................................................................... 317

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