Il regionalismo italiano in cerca di riforme
(Centro studi sul federalismo. Studi)
Il volume raccoglie le relazioni svolte in occasione del Convegno "Il regionalismo italiano in cerca di riforme", che si è tenuto a Moncalieri il 9 e 10 marzo 2007, presso la sede del Centro studi sul Federalismo.
Sommario
S. BONFIGLIO, Le seconde Camere nei sistemi federali. Può il sistema delle conferenze prospettarsi come soluzione alternativa alla Camera delle autonomie territoriali? - M. MANETTI, Prospettive di riforma del Senato in Italia - R.B. VALDÉS, La riforma del Senato in Spagna: accordi e disaccordi - A. MASTROMARINO, Il ruolo del Senato nello Stato decentrato - D. SCHEFOLD, La riforma del federalismo in Germania - A. RUGGERI, Leggi statali e leggi regionali alla ricerca di una nuova identità - A. D'ATENA, Il riparto delle competenze legislative: una complessità da governare - A. POGGI, La potestà regolamentare tra Stato e Regioni ed altri enti territoriali - G. BROSIO e S. PIPERNO, Le Regioni come livello "meso" di governo: implicazioni per il federalismo fiscale - A. BADRIOTTI, La finanza pubblica nei governi locali: profili comparativi.
DETTAGLI DI «Il regionalismo italiano in cerca di riforme»
Titolo Il regionalismo italiano in cerca di riforme
A cura di Di Giovine A., Mastromarino A.
Editore
Giuffrè
EAN 9788814141959
Pagine XIV-260
Data 2008
Collana Centro studi sul federalismo. Studi
INDICE DI «Il regionalismo italiano in cerca di riforme»
INDICE
Presentazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . XI
SALVATORE BONFIGLIO
LE SECONDE CAMERE NEI SISTEMI FEDERALI.
`
PUO IL SISTEMA DELLE CONFERENZE PROSPETTARSI
COME SOLUZIONE ALTERNATIVA ALLA CAMERA
DELLE AUTONOMIE TERRITORIALI'
1. Sistemi di raccordo asimmetrici di tipo indentitario: i casi canadese e spa-
gnolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1
2. Il Bundesrat tedesco: un'istituzione federale autonoma e polifunzionale. . . 7
3. Il ruolo fondamentale del Bundesrat nei meccanismi decisionali federali,
anche dopo la revisione costituzionale di luglio 2006 . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
4. La trasformazione del Senato italiano in Camera delle Regioni e delle
autonomie locali: argomenti a favore e una proposta di riforma . . . . . . . . . 15
MICHELA MANETTI
PROSPETTIVE DI RIFORMA DEL SENATO IN ITALIA
1. All'indomani del referendum costituzionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27
2. ` `
Continuita e discontinuita nei progetti di riforma del Senato . . . . . . . . . . . 30
3. Il problema della composizione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33
4. Il peso da riservare alle decisioni del Senato federale . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37
5. Le resistenze ai progetti di riforma del Senato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40
ROBERTO BLANCO VALDES
´
LA RIFORMA DEL SENATO IN SPAGNA:
ACCORDI E DISACCORDI
1. Introduzione: la persistenza del dibattito politico spagnolo in merito alla
riforma del Senato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43
2. Il Senato spagnolo realmente esistente: un doppione . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46
3. La riforma del Senato ed i suoi miraggi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50
VI Indice
4. L'illusione di una territorializzazione semplice. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55
5. La speranza in una territorializzazione complessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 57
6. Una proposta di riforma possibile per un Senato federale . . . . . . . . . . . . . . . . 60
ANNA MASTROMARINO
IL RUOLO DEL SENATO NELLO STATO DECENTRATO
1. La proliferazione dei processi di decentramento asimmetrico . . . . . . . . . . . . 69
2. La seconda Camera nei processi di decentramento asimmetrico . . . . . . . . . 76
3. Seconda Camera vs circuito delle relazioni intergovernative . . . . . . . . . . . . 92
DIAN SCHEFOLD
LA RIFORMA DEL FEDERALISMO IN GERMANIA
1. Premessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 97
2. Le caratteristiche tradizionali del sistema federale tedesco. . . . . . . . . . . . . . . 98
3. Il ruolo del Bundesrat e la prassi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 101
4. Scopo e genesi della riforma . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 104
5. Modificazione del ruolo del Bundesrat. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 107
6. Innovazioni nella ripartizione della competenza legislativa . . . . . . . . . . . . . . 109
7. Altre modificazioni collegate con la riforma . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 112
8. Conclusione e prospettive . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 114
9. Il problema dell'equiparazione finanziaria. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 117
ANTONIO RUGGERI
LEGGI STATALI E LEGGI REGIONALI
ALLA RICERCA DI UNA NUOVA IDENTITA `
1. Carenze del dettato costituzionale, guasti del sistema politico-istituzionale,
vizi e difetti della legislazione, sia statale che regionale . . . . . . . . . . . . . . . . 122
2. Orientamenti ricostruttivi fortemente divaricati e loro verifiche sul piano
delle esperienze di normazione (in particolare, la stanca riproposizione del-
l'idea della separazione delle competenze, le sue aporie di ordine teorico e gli
` `
ancora piu evidenti inconvenienti cui essa puo nella pratica dar luogo) . . . 126
3. `
(Segue) La sussidiarieta legislativa al posto delle usuali sostituzioni a mezzo
di norme ``cedevoli'': una perdita secca per l'autonomia' . . . . . . . . . . . . . . 133
4. `
I ``chiaroscuri'' della giurisprudenza, tra continuita ed innovazione, in un
`
contesto nondimeno segnato da una spiccata sensibilita avvertita presso la
Consulta nei riguardi delle istanze unitarie, da una accentuata fluidita e `
`
mobilita delle relazioni tra le leggi di Stato e Regione, dalla complessiva
`
opacita del quadro costituzionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 136
`
4.1. La duttilita del modello costituzionale allo specchio di una giuri-
Indice VII
sprudenza gravata da forti incertezze, pur con una non celata pro-
pensione a favore delle esigenze di cui si fa portatore lo Stato . . . . 136
4.2. Le vistose oscillazioni della giurisprudenza tra separazione e integra-
zione delle competenze, sul terreno delle esperienze di potesta ri- `
partita, e le discontinue applicazioni dell'impalpabile nozione di
``principio fondamentale'' posto o desunto dalle leggi di Stato . . . . 138
4.3. Le ``interferenze'' tra le materie e le loro varie ricognizioni di sen-
so, in un quadro impressionato dalla tendenza a far espandere l'area
degli interventi statali, in spregio all'indicazione di valore contenuta
nell'art. 5 della Carta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 140
4.4. (Segue) L'esigenza che le leggi dello Stato, quanto piu si mostrino `
capaci di incidere a fondo nella sfera di competenza delle Regioni,
`
tanto piu risultino assoggettate ad un severo scrutinio di costituzio-
`
nalita e il bisogno di battere vie diverse dal ricorso alla Corte, per
l'uno o per l'altro verso scarsamente appagante, al fine di vedere
finalmente preservate in modo adeguato le istanze di autonomia . . 144
5. `
Le prestazioni dalle leggi offerte al servizio dell'unita-autonomia e le con-
dizioni indispensabili al loro dispiegamento (con particolare riguardo alla
`
necessita di apprestare strutture istituzionali e procedimenti ``misti'' o ``par-
tecipati'', complessivamente adeguati allo scopo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 147
5.1. Un ricorrente vizio logico di costruzione: ragionare attorno ai pos-
sibili rifacimenti delle sedi istituzionali (e, segnatamente, della se-
conda Camera) senza aver prima riflettuto a riguardo delle ``funzio-
ni'' da assegnare alle leggi (sia statali che regionali) . . . . . . . . . . . . . . 147
5.2. La tesi che vede ridimensionato il ruolo della legge statale quale
`
strumento di unita, a beneficio di atti della Comunita internaziona- `
`
le e della Comunita/Unione europea, e la sua critica (in particola-
re, il servizio, necessario e infungibile, assicurato dalla legge stessa
`
all'unita, tanto sul piano dei rapporti interordinamentali quanto su
quello dei rapporti di diritto interno) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 149
`
5.3. Unita e autonomia: due termini per una sola ``cosa''. Leggi statali e
leggi regionali quali strumenti entrambi di inveramento, sia pure in
modi diversi, dell'unitario valore enunciato nell'art. 5 della Carta . . 154
5.4. Ulteriori conferme della tesi, qui patrocinata, secondo cui l'arretra-
mento delle leggi statali dai campi regionali non giova alla causa
dell'autonomia, che trae invece vantaggio dall'accoglimento della
``logica'' della integrazione delle competenze, sempre che le leggi
stesse si dotino di una struttura nomologica rispondente alle esigen-
`
ze dell'unita-autonomia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 156
5.5. Strutture e procedimenti ``misti'' quali presupposti indispensabili al-
lo scopo di appagare in modo adeguato il valore di unita-autono- `
mia, ovverosia come fare della periferia il... centro . . . . . . . . . . . . . . . 158
5.6. Notazioni finali in merito a taluni possibili correttivi nei modi di
partecipazione dei soggetti di autonomia alla formazione degli atti
statali (specificamente, per il tramite delle Conferenze). . . . . . . . . . . 162
VIII Indice
ANTONIO D'ATENA
IL RIPARTO DELLE COMPETENZE LEGISLATIVE:
`
UNA COMPLESSITA DA GOVERNARE
1. Premessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 165
2. La questione delle materie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 165
3. Gli oggetti ad imputazione multipla . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 169
4. `
Gli elementi di mobilita del sistema . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 170
5. La via del procedimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 172
6. Segue: il deficit di regole costituzionali e le incertezze della giurisprudenza . 173
7. Segue: il problema dei supporti organizzativi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 177
ANNAMARIA POGGI
`
LA POTESTA REGOLAMENTARE TRA STATO
E REGIONI ED ALTRI ENTI TERRITORIALI
1. La prospettiva adottata: il punto di vista dei rapporti ``intersoggettivi'' tra
gli enti territoriali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 181
2. Le interpretazioni della dottrina . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 182
2.1. `
La potesta regolamentare quale proiezione della forma di governo . 183
2.2. `
La potesta regolamentare quale funzione normativa . . . . . . . . . . . . . 184
2.3. Il potere regolamentare quale conseguenza del parallelismo tra fun-
zione legislativa e funzione regolamentare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 187
2.4. `
La potesta regolamentare quale strumento normativo per l'esercizio
delle funzioni amministrative . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 190
3. `
La prospettiva interpretativa probabilmente piu feconda e rispondente al-
`
l'assetto complessivo del Titolo V: la potesta regolamentare funzionalizzata
all'esercizio delle funzioni amministrative . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 192
4. Governo e Parlamento di fronte all'attuazione dell'art. 117, comma VI:
l'inerzia del legislatore e l'attivismo regolamentare del Governo . . . . . . . . . 198
5. Le posizioni (in parte simili e in parte divergenti) del Consiglio di Stato e
della Corte costituzionale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 200
6. I pareri del Consiglio di Stato. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 201
7. La giurisprudenza costituzionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 203
8. La questione aperta: l'inerzia del legislatore statale nella definizione del
quadro di ``contesto'' per rendere operativo il sistema delineato nell'art.
117, comma VI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 213
Indice IX
GIORGIO BROSIO - STEFANO PIPERNO
LE REGIONI COME LIVELLO ``MESO'' DI GOVERNO:
IMPLICAZIONI PER IL FEDERALISMO FISCALE
1. Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 217
2. La crescita del livello di governo meso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 219
3. Implicazioni per il federalismo fiscale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 224
4. Il sistema di finanziamento delle Regioni a Statuto ordinario secondo il
recente disegno di legge delega. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 226
5. I punti critici del sistema previsto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 231
5.1. Prevalenza dell'ottica di breve periodo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 231
5.2. Autonomia tributaria (da accorciare) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 232
5.3. Spazio quantitativo per i tributi propri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 233
6. Conclusioni: verso un nuovo sistema di finanziamento delle Regioni'. . . . 237
AUGUSTA BADRIOTTI
LA FINANZA PUBBLICA NEI GOVERNI LOCALI:
PROFILI COMPARATIVI
1. Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 241
2. Il finanziamento dei governi locali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 242
2.1 Il gettito fiscale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 245
2.2 La composizione delle imposte locali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 249
3. La spesa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 250
4. Gli squilibri verticali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 253
5. Riflessioni conclusive . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 256