Il delitto di associazione mafiosa
Questa nuova edizione tiene conto delle numerose novità intervenute nei tredici anni trascorsi dall'edizione precedente. In particolare, è stato notevolmente ampliato il capitolo relativo alla cosiddette condotte "contigue" e al problema del concorso "esterno" nel reato associativo, sia per la necessità di dare conto della massiccia elaborazione dottrinaria e giurisprudenziale intervenuta su questa materia (ricca di ben quattro sentenze delle Sezioni unite), sia perché si è tentato di costruire una teoria generale del concorso esterno nel reato associativo, basata sull'interazione sinergica tra il contributo del soggetto estraneo e le condotte dei partecipi interni, semplici o qualificati. Si è poi cercato di approfondire i tre temi emblematici del concorso esterno: quello della contiguità imprenditoriale e della linea di confine tra imprenditori collusi e imprenditori vittime della mafia), quello del patto di scambio politico-mafioso (con particolare riguardo allo scambio voti contro favori) e quello del cosiddetto "aggiustamento" dei processi di mafia (che comporta, tra l'altro, un problema assai peculiare di utilizzabilità della prova). Parimenti è stato ampliato il capitolo relativo ai profitti associativi confiscabili, materia su cui hanno inciso la Convenzione delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale e la relativa legge di ratifica del 2006, nonché la recente Direttiva antiriciclaggio dell'Unione europea e il conseguente decreto legislativo italiano n. 231 del 2007. Questi testi normativi, infatti, non potevano essere trascurati, posto che hanno sensibilmente potenziato lo strumentario legale destinato a colpire l'economia mafiosa (normalmente caratterizzata da una dimensione transnazionale): da un lato essi hanno allungato sensibilmente i tempi concessi al pubblico ministero per svolgere le necessarie indagini patrimoniali; dall'altro lato, hanno opportunamente esteso alle imprese mafiose e alle imprese di riciclaggio la disciplina della responsabilità amministrativa degli enti per reati commessi a loro vantaggio, prevista dal decreto legislativo n. 231 del 2001.
Vi è anche un accenno al nuovo "Codice dei contratti pubblici", entrato in vigore nel 2006, come possibile strumento di contrasto al condizionamento mafioso dei pubblici appalti, mentre la trattazione del tema della doppia incriminabilità internazionale è stata rimaneggiata in ragione dell'entrata in vigore della normativa sul mandato di arresto europeo, che ha semplificato le procedure di consegna all'interno dell'Unione.
DETTAGLI DI «Il delitto di associazione mafiosa»
Titolo Il delitto di associazione mafiosa
Autore Turone Giuliano
Editore
Giuffrè
EAN 9788814139178
Pagine XV-616
Data 2008
INDICE DI «Il delitto di associazione mafiosa»
INDICE SOMMARIO
pag.
Prefazione alla seconda edizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . v
Prefazione alla prima edizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . vii
Capitolo I
LA GENESI DELL'ART. 416-BIS C.P.
1. Premessa introduttiva . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1
2. `
La vexata quaestio dell'applicabilita del reato di associazione per delin-
quere al fenomeno mafioso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
3. Segue: Tentativi giurisprudenziali tesi a rimediare all'inadeguatezza del-
l'art. 416 c.p. e loro sostanziale fallimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10
4. La prima Commissione parlamentare antimafia e la legge 31 maggio
1965, n. 575 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
5. L'elaborazione giurisprudenziale di una definizione della associazione di
tipo mafioso. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20
6. La formulazione del reato di associazione di tipo mafioso nel quadro
della legge 13 settembre 1982, n. 646, e successive modifiche . . . . . . . . . . 24
Capitolo II
`
L'AMBITO DI OPERATIVITA DELLA NORMA
1. I problemi posti dall'ultimo comma dell'art. 416-bis c.p.: l'incidenza del
riferimento normativo a nozioni storico-sociologiche . . . . . . . . . . . . . . . . 29
2. La mafia siciliana: a) Caratteri originari, profili tradizionali e relative vi-
cende storiche dalle origini agli anni Cinquanta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34
3. Segue: b) L'evoluzione della mafia siciliana dagli anni Cinquanta sino ad
oggi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51
4. La camorra napoletana: a) Le vicende storiche dalle origini all'ultimo do-
poguerra . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 66
5. Segue: b) L'evoluzione dell'attuale fenomeno camorristico dagli anni Cin-
quanta ad oggi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 77
6. Il fenomeno mafioso calabrese. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 85
7. Il piu recente fenomeno mafioso pugliese . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
` 100
8. L'ipotesi di una comune matrice storica delle mafie tradizionali . . . . . . . . 102
9. Il concetto di « mafia » in senso giuridico e la sua estensione . . . . . . . . . . 104
x indice sommario
Capitolo III
L'APPARATO STRUTTURALE-STRUMENTALE
DELL'ASSOCIAZIONE
pag.
1. I tre parametri caratterizzanti del metodo mafioso visti come elementi
dell'apparato strumentale associativo. Lo strumento primario: la forza in-
timidatrice del vincolo associativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 111
2. I caratteri della forza di intimidazione del vincolo associativo: la « carica
intimidatoria autonoma » come elemento oggettivo di fattispecie. Intimi-
dazione mafiosa e metus publicae potestatis . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 115
3. La genesi della « carica intimidatoria autonoma » e la possibile trasforma-
zione di un'associazione per delinquere in associazione di tipo mafioso.
`
La non configurabilita del tentativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 125
4. Il passaggio dal « sodalizio-matrice » al sodalizio mafioso: lo sfruttamento
inerziale della « carica intimidatoria autonoma » e il primo livello di as-
soggettamento generico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 130
5. La difficile percezione della soglia di assoggettamento generico da parte
della giurisprudenza, nel quadro di una problematica a cavallo tra dolo
specifico e struttura organizzativa: le esperienze di « mafia storica », e la
naturale tendenza all'espansione dell'apparato strumentale mafioso, come
possibili fattori di confusione concettuale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 138
6. Lo sfruttamento attivo della « carica intimidatoria autonoma » e le conse-
guenti condizioni di assoggettamento specifico e di omerta prodotte all'e- `
sterno del sodalizio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 146
7. `
Segue: Il concetto normativo di omerta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 152
8. I riflessi della forza di intimidazione e le conseguenti manifestazioni di as-
`
soggettamento e di omerta all'interno dell'associazione. . . . . . . . . . . . . . . 157
9. Il problema della possibile rilevanza delle manifestazioni di assoggetta-
`
mento e di omerta di matrice subculturale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 159
10. Il problema della mancata menzione dell'assoggettamento e dell'omerta `
nell'ultimo comma dell'art. 416-bis c.p.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 167
11. L'elemento organizzativo dell'associazione di tipo mafioso: l'apparato
strumentale come fondamento della struttura organizzativa del sodali-
zio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 170
12. `
L'aggravante della disponibilita di armi o materie esplodenti . . . . . . . . . . 176
Capitolo IV
`
LA FINALITA DI COMMETTERE DELITTI
1. `
La finalita di commettere delitti e il programma di delinquenza « mini-
`
male ». Il rapporto di specialita fra gli artt. 416-bis e 416 c.p . . . . . . . . . . 181
2. Problematiche relative ai delitti-fine commessi nel quadro del programma
di delinquenza di un'associazione mafiosa: a) Il regime delle circostanze
aggravanti specifiche con particolare riguardo a quella prevista dall'art. 7
del decreto legge n. 152 del 1991 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 185
indice sommario xi
pag.
3. `
Segue: b) Il problema della compatibilita tra la circostanza aggravante
prevista dall'art. 7 del decreto legge n. 152 del 1991 e altre circostanze ag-
gravanti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 192
4. Segue: c) Il rapporto di autonomia tra il reato associativo e i delitti-fine e
`
il problema della responsabilita degli associati per i delitti-fine material-
mente commessi da altri associati. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 197
5. `
Segue: d) Il concorso di reati e la configurabilita del vincolo della conti-
nuazione tra reato-mezzo e delitti-fine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 205
6. Segue: e) I delitti-fine attinenti al narcotraffico e il rapporto tra associa-
zione mafiosa e associazione per delinquere in materia di stupefacenti. . . . 212
Capitolo V
`
LE ALTRE FINALITA DELL'ASSOCIAZIONE
1. `
La strumentalita del fine di delitto rispetto alle « altre » finalita dell'asso- `
ciazione di tipo mafioso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 217
2. `
La finalita « di monopolio » e le sue manifestazioni: a) I caratteri dell'im-
presa mafiosa e dell'impresa a partecipazione mafiosa . . . . . . . . . . . . . . . 221
3. Segue: b) Il condizionamento dei contratti e degli atti della pubblica am-
ministrazione come strategia consueta dell'imprenditorialita mafiosa. . . . . ` 226
4. Segue: c) Il nuovo Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e
forniture come possibile strumento di contrasto al condizionamento ma-
fioso dei pubblici appalti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 231
5. Segue: d) Il controllo mafioso dei pubblici appalti e le sue modalita ope- `
rative nell'esperienza degli ultimi decenni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 238
6. Segue: e) Il controllo mafioso di concessioni e servizi pubblici . . . . . . . . . 245
7. Segue: f) Il controllo mafioso di autorizzazioni amministrative . . . . . . . . . 249
8. `
La finalita politico-elettorale: a) Rapporto con il reato di coercizione elet-
torale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 254
9. Segue: b) Rapporto con il reato di corruzione elettorale. . . . . . . . . . . . . . 257
10. Segue: c) La posizione dei beneficiari dei voti procurati con metodo ma-
fioso e lo « scambio elettorale politico-mafioso » di cui all'art. 416-ter c.p.
Il politico colluso come partecipe o concorrente nel reato associativo: rin-
vio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 258
11. Segue: d) L'elaborazione giurisprudenziale sulla finalita politico-elettorale`
e sull'art. 416-ter c.p . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 263
12. `
La finalita di realizzare profitti o vantaggi ingiusti: la relativa previsione
normativa come formula di chiusura di un'elencazione esemplificativa . . . 269
13. Segue: Vantaggi ingiusti derivanti da reati contravvenzionali: l'esercizio
di case da giuoco non autorizzate . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 272
14. Segue: Vantaggi ingiusti derivanti dalla lesione di precetti dettati a tutela
dei diritti dei lavoratori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 274
15. Segue: Vantaggi ingiusti derivanti dal condizionamento della volonta con- `
trattuale altrui o dall'inadempimento di obbligazioni . . . . . . . . . . . . . . . . 277
xii indice sommario
Capitolo VI
PROBLEMATICHE COMUNI
`
ALLE VARIE FINALITA ASSOCIATIVE
pag.
1. Considerazioni complessive sui caratteri e sull'estensione del « programma
criminoso » dell'associazione mafiosa e sulla sua accertabilita in concreto . ` 279
2. L'espressione « scopi corrispondenti a quelli delle associazioni di tipo ma-
fioso » impiegata nell'ultimo comma dell'art. 416-bis: conclusioni sulla co-
`
stituzionalita della norma incriminatrice sotto il profilo del principio di
`
tassativita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 284
3. L'aggravante del reimpiego di profitti delittuosi in attivita economiche ge- `
stite o controllate dagli associati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 287
4. Il delitto di cui all'art. 513-bis c.p. come delitto complementare alla fina-
`
lita « di monopolio » dell'associazione mafiosa e come manifestazione ti-
`
pica della sua finalita « di delinquenza » . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 293
5. Il reato di cui all'art. 416-bis c.p. e la Convenzione delle Nazioni Unite
contro il crimine organizzato transnazionale: a) L'associazione di tipo
mafioso come reato tendenzialmente « transnazionale » proiettato verso
vantaggi finanziari o comunque materiali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 299
6. Segue: b) Il reato « transnazionale » di associazione mafiosa e la circo-
stanza aggravante di cui all'art. 4 della legge 16 marzo 2006, n. 146 . . . . . 303
7. Segue: c) Il reato « transnazionale » di associazione mafiosa e la responsa-
`
bilita amministrativa degli enti per le condotte di partecipazione o di con-
corso esterno commesse nel loro interesse o a loro vantaggio . . . . . . . . . . 306
8. `
Il problema della doppia incriminabilita internazionale del reato associa-
tivo mafioso: a) Le possibili soluzioni sul versante del programma asso-
ciativo con riferimento alla cooperazione tra Italia e Stati non apparte-
nenti all'Unione europea . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 309
9. Segue: b) Il mandato d'arresto europeo e il superamento dei problemi di
doppia incriminazione, in caso di « partecipazione a un'organizzazione
criminale », nella cooperazione internazionale entro l'Unione europea . . . . 316
Capitolo VII
GLI INTERESSI PROTETTI DALLA NORMA
1. L'associazione di tipo mafioso come reato plurioffensivo di danno e di
pericolo: gli interessi primari dell'ordine pubblico materiale e della liberta `
morale dei consociati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 323
2. Gli interessi tutelati in via mediata ed eventuale: a) L'interesse dell'ordine
economico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 329
3. Segue: b) L'interesse del buon andamento e dell'imparzialita della pub- `
blica amministrazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 334
4. Segue: c) L'interesse del metodo democratico nella distribuzione del po-
tere reale fra i consociati: rapporti fra associazionismo mafioso e associa-
zionismo segreto. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 337
indice sommario xiii
pag.
5. `
Costituzionalita della norma sotto il profilo del principio di offensivita, `
con riferimento alla definizione legale dell'associazione di tipo mafioso . . . 346
Capitolo VIII
LE CONDOTTE ASSOCIATIVE PUNIBILI
1. `
La peculiarita dell'associazione di tipo mafioso sotto il profilo della con-
`
dotta punibile: il requisito dell'attualita del contributo alla vita dell'ente . . 349
2. La partecipazione semplice ad associazione di tipo mafioso ed il relativo
dolo specifico. Il modello « organizzatorio » e il modello « causale » . . . . . 354
3. La condotta di partecipazione intesa come « contributo alla vita del-
l'ente » e come factum concludens in termini di affectio societatis: a) La
`
« disponibilita » come soglia minima del contributo e la valenza giuridica
del giuramento di mafia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 364
4. Segue: b) Le possibili molteplici combinazioni delle due componenti della
condotta di partecipazione -- affectio societatis e contributo -- e delle re-
lative variabili, in caso di assenza di un'affiliazione rituale . . . . . . . . . . . . 372
5. Promotori, dirigenti e organizzatori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 376
6. `
Il significato delle parole « per cio solo » contenute nel secondo comma
`
dell'art. 416-bis e la possibilita di contributi « di organizzazione » appor-
tati dall'esterno del sodalizio: rinvio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 382
7. La permanenza del reato. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 385
8. La disciplina sanzionatoria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 391
Capitolo IX
LE COSIDDETTE CONDOTTE « CONTIGUE »
E IL PROBLEMA DEL CONCORSO
EVENTUALE NEL REATO ASSOCIATIVO
1. La dibattuta questione del concorso eventuale (« esterno ») nel reato asso-
ciativo mafioso: a) La relativa elaborazione giurisprudenziale anteriore al-
l'intervento delle Sezioni unite della Corte suprema . . . . . . . . . . . . . . . . . 398
2. Segue: b) La sentenza Demitry e la prima sentenza Mannino . . . . . . . . . . 406
3. Segue: c) La sentenza Carnevale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 416
4. Segue: d) La sentenza Mannino del 2005 e lo « stato dell'arte » al mo-
mento attuale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 431
5. La condotta di concorso esterno come prestazione di un contributo a
supporto delle condotte tipiche dei partecipi interni: a) L'interazione siner-
gica tra il contributo dell'extraneus e le condotte dei partecipi interni
come fattore dotato di rilevanza causale « ai fini della conservazione o del
rafforzamento dell'associazione » . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 440
xiv indice sommario
pag.
6. Segue: b) Concorso esterno semplice e concorso esterno qualificato: i de-
litti commessi da estranei con il fine di agevolare l'associazione mafiosa e
il discrimine (con possibile coesistenza) tra delitto agevolatore e condotta
di concorso esterno in base ai parametri della sentenza Mannino del 2005. 447
7. `
Segue: c) In particolare, la configurabilita del concorso « esterno » in as-
`
sociazione mafiosa con riferimento all'attivita di organizzazione del sodali-
zio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 453
8. `
La contiguita imprenditoriale: a) Le possibili relazioni tra imprenditoria e
mafia nelle classificazioni offerte dalla ricerca sociologica . . . . . . . . . . . . 457
9. Segue: b) Giurisprudenza e dottrina alla ricerca della difficile linea di con-
fine tra imprenditori collusi e imprenditori vittime della mafia: il criterio
distintivo costituito dall'esistenza o meno di un rapporto sinallagmatico
produttivo di reciproci vantaggi ingiusti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 466
10. `
Segue: c) Le condotte di contiguita imprenditoriale penalmente rilevanti:
le varie situazioni prospettabili e il problema delle rispettive configura-
zioni giuridiche in termini di partecipazione interna o di concorso
esterno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 475
11. La condotta dell'esponente politico colluso con la mafia: a) la sua confi-
`
gurabilita, a seconda dei casi, come partecipazione interna o come con-
corso esterno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 480
12. Segue: b) L'elaborazione della dottrina e della giurisprudenza sulla confi-
`
gurabilita del « patto di scambio politico-mafioso » voti contro favori
come condotta di concorso esterno nel reato associativo . . . . . . . . . . . . . 485
13. Il cosiddetto « aggiustamento » dei processi di mafia: a) La condotta del
magistrato colluso, e degli eventuali intermediari, come concorso esterno
nel reato associativo mafioso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 493
14. `
Segue: b) Una questione di utilizzabilita della prova: il combinato dispo-
sto degli artt. 201, 125 e 191 c.p.p. e l'error juris delle Sezioni unite della
Corte suprema circa il segreto della camera di consiglio . . . . . . . . . . . . . . 501
15. `
Le contiguita minori: il delitto di favoreggiamento personale nei confronti
di associati mafiosi e il delitto di assistenza agli associati. Le condotte
contigue attinenti ai profitti associativi: rinvio. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 506
Capitolo X
I PROFITTI ASSOCIATIVI CONFISCABILI
1. La confisca penale obbligatoria degli strumenti e dei proventi mafiosi pre-
vista dal settimo comma della norma incriminatrice . . . . . . . . . . . . . . . . 513
2. La confisca penale obbligatoria dei valori ingiustificati prevista dall'art.
12-sexies del decreto legge n. 306 del 1992 e la sua applicabilita alle ric- `
chezze mafiose « consolidate » . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 516
3. Le indagini patrimoniali « concatenate » sui proventi mafiosi e sulle rela-
`
tive attivita di riciclaggio e la Convenzione di Strasburgo dell'8 novembre
1990: la confisca internazionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 520
indice sommario xv
pag.
4. `
Le novita sul terreno delle confische penali in materia di delitti « transna-
zionali » a seguito della Convenzione di Palermo del 15 novembre 2000
contro il crimine organizzato transnazionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 525
5. I delitti specifici di « riciclaggio » di cui agli artt. 648-bis e 648-ter c.p.: a)
`
La distinzione tra attivita di riciclaggio primarie e secondarie, con riferi-
mento all'associazione mafiosa, e le imprese di riciclaggio . . . . . . . . . . . . 531
6. Segue: b) Le norme introdotte dal decreto legislativo 21 novembre 2007,
n. 231, a seguito della terza direttiva CE antiriciclaggio, e la possibilita di `
proseguire le indagini patrimoniali fino alla conclusione del dibattimento
di primo grado . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 538
7. La strada alternativa della confisca di prevenzione e i relativi limiti e in-
convenienti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 540
8. Il delitto di favoreggiamento reale commesso in relazione a un provento
dell'associazione mafiosa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 544
Capitolo XI
PROFILI PROCESSUALI
1. Competenza territoriale e indagini collegate in materia di associazioni di
tipo mafioso. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 547
2. Le attribuzioni delle procure distrettuali e delle « Direzioni distrettuali an-
timafia » create al loro interno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 553
3. Le funzioni e i poteri del procuratore nazionale antimafia . . . . . . . . . . . . 559
4. Le norme processuali specifiche ai procedimenti di criminalita organiz- `
zata. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 576
Bibliografia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 581
Giurisprudenza. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 599
Indice analitico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 609
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