Distanze e confini. Tutela giurisdizionale e risarcimento. Profili civili, penali, processuali e amministrativi
di Mazzon Riccardo
Il volume tratta argomenti quali le distanze dalle costruzioni, la sopraelevazione, la demolizione, il principio di prevenzione, le distanze dai confini, la regolamentazione dei confini, le luci e le vedute, gli alberi, la normativa antisismica, le zone di rispetto, i cc.dd. abusi edilizi, le azioni di confine, il diritto al ripristino, il risarcimento del danno, le azioni possessorie e di nunciazione, l'esecuzione delle sentenze, gli atti amministrativi e la tutela amministrativa, la tutela del terzo in ambito penale, con l'intento che essi trovino compostezza logica, attraverso la loro collocazione sistematica in una narrazione del diritto il più possibile semplice ed immediata, nel segno della praticità e ad ausilio dell'attività professionale (non solo forense).
Proprio la spiccata caratterizzazione pratica, nonché l'ampia casistica che contraddistinguono l'opera, ne fanno uno strumento utile non solo agli operatori del diritto, ma anche agli operatori prettamente tecnici, quali architetti, ingegneri, geometri e chiunque abbia necessità o desiderio di approfondire la materia.
DETTAGLI DI «Distanze e confini. Tutela giurisdizionale e risarcimento. Profili civili, penali, processuali e amministrativi»
Titolo Distanze e confini. Tutela giurisdizionale e risarcimento. Profili civili, penali, processuali e amministrativi
Autore
Mazzon Riccardo
Editore
CEDAM
EAN 9788813292423
Pagine LVIII-1403
Data 2009
Collana Diritto italiano. Trattato diretto da Paolo Cendon
INDICE DI «Distanze e confini. Tutela giurisdizionale e risarcimento. Profili civili, penali, processuali e amministrativi»
V
INDICE SOMMARIO
Prefazione........................................................................................................ pag. V
PARTE PRIMA
L'AMBITO CIVILE DELLE DISTANZE E DEI CONFINI:
CARATTERE PRIVATISTICO DELLE NORME
DEL CODICE CIVILE
Capitolo Primo
IL SIGNIFICATO DI COSTRUZIONE NELL'AMBITO
DELLA DISCIPLINA DELLE DISTANZE
1. L'articolo 873 del codice civile e il presupposto principe che ne
consente l'applicabilit'....................................................................... pag. 4
2. Il termine "costruzione" e la sua non coincidenza con il concetto
di edificio. ............................................................................................. » 5
3. Condizioni affinch'i possa configurare una costruzione rilevante
ex art. 873 c.c: solidit'stabilit'd immobilizzazione del
manufatto rispetto al suolo. ................................................................ » 5
4. Ulteriore condizione affinch'i possa configurare una costruzione
rilevante ex art. 873 c.c: il requisito della sensibile elevazione
rispetto al livello del suolo. ................................................................. » 7
4.1. La "sensibile" elevazione del manufatto rispetto al livello del
suolo, ossia l'effettiva idoneit'ella sporgenza dal suolo a
creare dannose o pericolose intercapedini: la
discrezionalit'el magistrato. ................................................. » 8
VI INDICE - SOMMARIO
4.2.1. La "sensibile" elevazione del manufatto rispetto al
livello del suolo, ossia l'effettiva idoneit'ella
sporgenza dal suolo a creare dannose o
pericolose intercapedini casistica
esemplificativa: le fattispecie non configuranti
costruzione ex art. 873 c.c. (...) .............................. » 9
4.2.2. (...) e le fattispecie incluse nel concetto di
costruzione ex art. 873 c.c. .................................... » 11
4.3. La "sensibile" elevazione del manufatto rispetto al livello del
suolo: il riferimento al piano di campagna. ........................... » 12
5. Una particolare fattispecie non configurante, ex lege, costruzione
ex art. 873 c.c: il muro di cinta con altezza non superiore ai tre
metri. ..................................................................................................... » 13
5.1. Casistica nella quale manufatti spesi per "muri di cinta" tali
non risultano essere per configurare vere e proprie
costruzioni ex articolo 873 del codice civile: il muro di
altezza superiore ai tre metri. .................................................. » 14
5.2. Casistica nella quale manufatti spesi per "muri di cinta" tali
non risultano essere per configurare vere e proprie
costruzioni ex articolo 873 del codice civile: il muro unito
con altra costruzione. ............................................................... » 16
5.3. Casistica nella quale manufatti spesi per "muri di cinta" tali
non risultano essere per configurare vere e proprie
costruzioni ex articolo 873 del codice civile: il muro avente
funzione diversa da quella fondamentalmente diretta a
delimitare il fondo e a difendere quest'ultimo dalle
intrusioni. ................................................................................... » 17
6. Il c.d. "muro di contenimento": 'ostruzione ex articolo 873 del
codice civile' ......................................................................................... » 20
6.1. Il c.d. "muro di contenimento": origine del dislivello quale
criterio per determinare l'inserimento del manufatto nel
concetto tecnico-giuridico di costruzione. ............................ » 21
6.2. Il c.d. "muro di contenimento": neutralit'el materiale
utilizzato per la sua costruzione al fine di determinarne
l'inserimento nel concetto tecnico-giuridico di
costruzione. ............................................................................... » 23
INDICE - SOMMARIO VII
Capitolo Secondo
L'ARTICOLO 873 DEL CODICE CIVILE: FONDI FINITIMI,
CARATTERE PRIVATISTICO DELLE LIMITAZIONI
EMODALIT DI CALCOLO DELLE DISTANZE
1. Il carattere privatistico delle limitazioni imposte dall'articolo 873
del codice civile e la loro conseguente derogabilit'........................ pag. 26
1.1. Il carattere privatistico delle limitazioni imposte dall'articolo
873 del codice civile: inderogabilit'ei limiti imposti da
strumenti urbanistici, anche se richiamati dal secondo
comma dell'articolo medesimo. .............................................. » 27
1.2. Il carattere privatistico delle limitazioni imposte dall'articolo
873 del codice civile e la loro conseguente indifferenza
all'atto amministrativo configurante permesso a costruire. » 29
2. Un ulteriore presupposto per l'applicazione dell'articolo 873 del
codice civile: i fondi finitimi appartenenti a diversi proprietari. .... » 30
2.1. I fondi finitimi appartenenti ad unico proprietario:
inapplicabilit'ell'articolo 873 del codice civile. ................. » 30
2.2. Nozione di fondi finitimi: riguarda non solo i terreni
contigui (confinanti) ma anche quelli solo vicini e separati
da altro fondo. .......................................................................... » 32
3. Distanze tra costruzioni e distanze dai confini: due modi diversi di
regolamentare la collocazione delle costruzioni. ............................. » 33
4. La distanza tra costruzioni imposta dall'articolo 873 del codice
civile: ratio e modalit'i calcolo. ........................................................ » 35
5. Il calcolo delle distanze legali tra gli edifici: 'iudizio di merito. .... » 37
5.1. Il calcolo delle distanze legali tra gli edifici: indifferenza alla
sfera soggettiva del costruttore. .............................................. » 38
5.2. Il calcolo della distanza minima tra costruzioni: necessit'he
i manufatti si fronteggino. La misurazione lineare. .............. » 38
5.3. Il calcolo della distanza minima tra costruzioni: il "locus a
quo". .......................................................................................... » 41
5.3.1. Il calcolo della distanza minima tra costruzioni: il
"locus a quo" la costruzione realizzata lungo
una linea spezzata. ................................................... » 42
5.4. Il calcolo della distanza minima tra costruzioni: le strutture
accessorie del fabbricato connotate di consistenza e
stabilit'la scala esterna in particolare. .................................. » 42
5.4.1. Il calcolo della distanza minima tra costruzioni: le
strutture accessorie del fabbricato connotate di
consistenza e stabilit'il balcone in particolare. .. » 44
VIII INDICE - SOMMARIO
5.4.2. Il calcolo della distanza minima tra costruzioni: le
strutture accessorie del fabbricato connotate di
consistenza e stabilit'Ulteriore casistica .............. » 46
5.5. Il calcolo della distanza minima tra costruzioni: il riferimento
all'altezza dei fabbricati. ........................................................... » 47
5.5.1. Il calcolo della distanza minima tra costruzioni: il
riferimento all'altezza dei fabbricati, il sottotetto
in particolare. ............................................................ » 49
5.6. Il calcolo della distanza minima tra costruzioni: non
computabilit'egli elementi con funzione meramente
ornamentale, mensole, lesene, cornicioni, canalizzazioni di
gronda, tetti spioventi et similia. .............................................. » 50
5.7. Il calcolo della distanza minima tra costruzioni: l'incidenza
dei regolamenti locali e delle norme edilizie in genere sulle
modalit'el calcolo medesimo. Generalit'......................... » 53
5.7.1. Il calcolo della distanza minima tra costruzioni: non
tutti i regolamenti locali e le norme edilizie si
pronunciano sulle modalit'el calcolo
medesimo. ................................................................. » 54
5.7.2. Il calcolo della distanza minima tra costruzioni:
l'incidenza dei regolamenti locali e delle norme
edilizie in genere sulle modalit'el calcolo
medesimo. Legittimit'............................................ » 55
5.7.3. Il calcolo della distanza minima tra costruzioni:
l'incidenza dei regolamenti locali e delle norme
edilizie in genere sulle modalit'el calcolo
medesimo. Casistica giurisprudenziale. ................. » 56
6. Il calcolo della distanza minima dal confine: il computo delle
sporgenze stabilmente incorporate e non meramente decorative. » 58
6.1. Il calcolo della distanza minima dal confine: confine di
riferimento nel caso di fondi separati da una striscia di
terreno di propriet'i terzi. .................................................... » 59
Capitolo Terzo
SOPRAELEVAZIONE, MODIFICAZIONE, DEMOLIZIONE
E RICOSTRUZIONE DELL'IMMOBILE.
1. Modificazione, sopraelevazione, demolizione e conseguente
ricostruzione di un immobile quale differente fattispecie concreta
suscettibile di univoca e determinata interpretazione
giurisprudenziale. ................................................................................. pag. 66
2. Modifica del fabbricato quale sinonimo di nuova costruzione ai
fini e per gli effetti dell'articolo 873 del codice civile. ..................... » 68
INDICE - SOMMARIO IX
2.1. Modifica del fabbricato quale sinonimo di nuova costruzione
ai fini e per gli effetti dell'articolo 873 del codice civile: la
diversa volumetria. ................................................................... » 71
2.2. Modifica del fabbricato: la modificazione del tetto in
particolare. ................................................................................. » 72
2.3. Modifica del fabbricato: i volumi (tecnici) che vanno esclusi
dal computo della volumetria. ................................................ » 72
3. Sopraelevazione quale sinonimo di nuova costruzione ai fini e per
gli effetti dell'articolo 873 del codice civile. ..................................... » 73
3.1. Sopraelevazione quale sinonimo di nuova costruzione ai fini
e per gli effetti dell'articolo 873 del codice civile: il
confronto con l'articolo 571, ultimo capoverso, del codice
civile abrogato. .......................................................................... » 78
3.2. Sopraelevazione: nozione giuridica ai fini del rispetto delle
distanze legali. ........................................................................... » 78
3.2.1. Sopraelevazione: la nozione 'issata dai principi
dell'ordinamento generale ed 'nerente a quella
di costruzione ex articolo 873 del codice civile. .. » 79
3.3. Sopraelevazione: ragione dell'applicabilit'lla medesima
dell'articolo 873 del codice civile. ........................................... » 80
3.4. Sopraelevazione: i vincoli imposti dalle discipline
vincolistiche integrative. .......................................................... » 81
3.5. Sopraelevazione e strumento urbanistico comunale difforme
da norme nazionali inderogabili. ............................................ » 82
3.6. Sopraelevazione: la modifica del tetto in particolare. .............. » 82
3.7. Sopraelevazione di un edificio contiguo ad altro di diverso
proprietario: le diverse alternative possibili. ......................... » 86
3.8. Sopraelevazione di edificio i cui piani inferiori furono
costruiti a distanza minore rispetto a quella legalmente
consentita. ................................................................................. » 86
3.9. Sopraelevazione: il diverso contenuto precettivo e i diversi
presupposti dell'articolo 873 c.c. rispetto all'articolo 907
c.c. .............................................................................................. » 90
3.10. Sopraelevazione: casistica e conseguenze. ............................... » 91
3.11. Sopraelevazione: ulteriore casistica giurisprudenziale. .......... » 92
3.12. Sopraelevazione e principio di prevenzione: la regola
generale. ....................................................................................... » 93
3.12.1. Sopraelevazione e principio di prevenzione: la
regola generale, preveniente e prevenuto. ............ » 95
3.12.1.1. Sopraelevazione e principio di
prevenzione: la regola generale,
inapplicabilit'de facto" e conseguenze. . » 97
3.12.1.2. Sopraelevazione e principio di
prevenzione: applicabilit'ella regola
generale anche nelle zone sismiche. ........ » 98
X INDICE - SOMMARIO
3.12.2. Sopraelevazione e principio della prevenzione: la
prevalenza della disciplina integrativa posta dagli
strumenti urbanistici locali sulla normativa
codicistica. ................................................................. » 99
3.12.3. Sopraelevazione e principio della prevenzione: le
eventuali nuove discipline integrative poste dagli
strumenti urbanistici locali. ..................................... » 102
3.12.4 Sopraelevazione e principio di prevenzione:
ulteriore casistica giurisprudenziale. ...................... » 106
4. Demolizione e ricostruzione: quando la fattispecie non integra
una nuova costruzione. ....................................................................... » 107
4.1. Ristrutturazione, ricostruzione e nuova costruzione:
differenze ed affinit'............................................................... » 109
4.2. Demolizione e conseguente ricostruzione: l'opera diversa da
quella preesistente. ................................................................... » 112
4.2.1. Demolizione e conseguente ricostruzione. L'opera
diversa da quella preesistente: ulteriore casistica. » 115
4.2.2. Demolizione e conseguente ricostruzione: il caso
della contestuale sopraelevazione implica che
tutta la costruzione sia considerata nuova opera. » 118
4.3. Demolizione e conseguente ricostruzione: la c.d.
ristrutturazione prevista dall'articolo 3 del T.U. n. 380 del
2001. ........................................................................................... » 121
Capitolo Quarto
IL RICHIAMO DELL'ARTICOLO 873 DEL CODICE CIVILE
AI REGOLAMENTI LOCALI
1. Il carattere privatistico e derogabile delle limitazioni imposte
dall'articolo 873 del codice civile; il carattere pubblicistico ed
inderogabile delle norme previste dai regolamenti locali;
l'esaurirsi della rilevanza giuridica della licenza o concessione
edilizia (permesso a costruire) in ambito del rapporto
pubblicistico tra p.a. e privato richiedente o costruttore, senza
estensione alcuna ai rapporti tra privati. ........................................... pag. 124
2. Conseguenze del rinvio operato dall'articolo 873 del codice civile
ai regolamenti locali: la non applicabilit'ella distanza minima di
tre metri prevista dalla norma medesima. ......................................... » 126
2.1. Conseguenze del rinvio operato dall'articolo 873 del codice
civile ai regolamenti locali: l'ambito d'operativit'elle
conseguenze medesime. .......................................................... » 126
2.2. Conseguenze del rinvio operato dall'articolo 873 del codice
civile ai regolamenti locali: la ratio normativa sottesa
INDICE - SOMMARIO XI
all'articolo 873 del codice civile si estende anche nel caso
in cui le distanze tra edifici siano disciplinate dai
regolamenti locali richiamati. .................................................. » 127
2.3. Conseguenze del rinvio operato dall'articolo 873 del codice
civile ai regolamenti locali: la natura integrativa dei
medesimi e il diritto alla demolizione del manufatto
costruito in violazione delle norme in essi contenute. ........ » 128
2.4. Conseguenze del rinvio operato dall'articolo 873 del codice
civile ai regolamenti locali: l'ulteriore tutela in via
possessoria. ............................................................................... » 130
3. I regolamenti locali aventi natura integrativa dell'articolo 873 del
codice civile: principi generali. ........................................................... » 130
3.1. I regolamenti locali aventi natura integrativa dell'articolo 873
del codice civile: piani regolatori, norme d'attuazione e
regolamenti specifici. ............................................................... » 134
3.2. La problematica connessa ai regolamenti locali che fanno
riferimento a distanze dai confini, anzich' distanze tra
fabbricati: rinvio. ...................................................................... » 135
3.3. La natura integrativa dei regolamenti locali richiamati
dall'articolo 873 del codice civile: applicabilit'el
principio iura novit curia. ........................................................... » 140
4. I limiti al contenuto dei regolamenti locali richiamati dall'articolo
873 del codice civile: inderogabilit'ella nozione di costruzione
ai fini del computo delle distanze legali. ........................................... » 142
4.1. I limiti al contenuto dei regolamenti locali richiamati
dall'articolo 873 del codice civile: quando 'egittimo che i
medesimi intervengano sul significato di "costruzione" e
sulla previsione di punti di riferimento specifici che
condizionino il computo delle distanze. ................................ » 143
5. Il mancato richiamo dell'articolo 873 del codice civile alle leggi
speciali: sua superfluit'ai fini dell'applicabilit'ell'articolo 872,
comma secondo, del medesimo codice civile, alle violazioni delle
predette leggi speciali. .......................................................................... » 144
5.1. L'applicabilit'elle prescrizioni (oggi abrogate) dettate
dall'art. 17, legge n. 765 del 1967 (che ha aggiunto alla
legge n. 1150 del 1942 l'art.-quinquies, 1° comma, lett. C),
anzich'uelle di cui all'art. 873 del codice civile, qualora i
regolamenti edilizi locali vigenti non prevedano alcuna
disposizione al riguardo. .......................................................... » 149
6. Il momento temporale nel quale acquistano efficacia vincolante,
ex articolo 873 del codice civile, i regolamenti locali da
quest'ultimo richiamati. ....................................................................... » 152
7. Successione nel tempo di regolamenti locali richiamati dall'articolo
873 del codice civile. ............................................................................ » 154
8. I regolamenti locali che non possono esser considerati integrativi
dell'articolo 873 del codice civile: loro valore eminentemente
XII INDICE - SOMMARIO
pubblicistico. Impossibilit'i fondare sulla violazione delle
norme in essi contenute qualsivoglia diritto alla demolizione. ...... » 155
8.1. I regolamenti locali che non possono esser considerati
integrativi dell'articolo 873 del codice civile: il caso del
manufatto eseguito a confine con la piazza e la pubblica
via. .............................................................................................. » 157
8.2. I regolamenti locali che non possono esser considerati
integrativi dell'articolo 873 del codice civile: ulteriore
casistica. ..................................................................................... » 160
Capitolo Quinto
IL C.D. PRINCIPIO DI PREVENZIONE
1. I principi generali. .................................................................................. pag. 164
2. Il presupposto applicativo dell'assenza di costruzioni sui due fondi
confinanti. ............................................................................................. » 165
3. Le facolt'oncesse al preveniente: la possibilit'i costruire
seguendo una linea planimetrica spezzata. ....................................... » 166
3.1. Le facolt'oncesse al preveniente: l'impossibilit'i
sopraelevare a distanza inferiore a quella legalmente
prescritta. ................................................................................... » 172
3.2. Le facolt'oncesse al preveniente: la tesi che subordina le
facolt'i scelta consentite dal principio medesimo alla
possibilit'giuridica e di fatto, per il potenziale prevenuto,
di costruire in appoggio od in aderenza al muro del
preveniente. ............................................................................... » 176
4. I diritti del prevenuto: il diritto a conseguire la comunione del
muro. ..................................................................................................... » 186
4.1. I diritti del prevenuto: la possibilit'i chiedere la comunione
del muro. Le modalit''acquisto ............................................ » 187
4.2. I diritti del prevenuto: il preventivo interpello richiesto dal
secondo comma dell'articolo 875 del codice civile 'tto
distinto dalla domanda di comunione forzosa del muro. ... » 188
4.3. I diritti del prevenuto: le opportunit'fferte quando il
preveniente ha costruito seguendo una linea planimetrica
spezzata. ..................................................................................... » 190
4.4. I diritti del prevenuto: i limiti derivanti dall'esistenza di
un'eventuale servit' luce ed aria a favore del fondo di
propriet'el preveniente. ....................................................... » 195
5. L'incidenza della legge antisismica n. 1684 del 1962 sul c.d.
criterio di prevenzione. ....................................................................... » 199
5.1. L'incidenza della legge antisismica n. 1684 del 1962 sul c.d.
criterio di prevenzione: il c.d. giunto di oscillazione. .......... » 203
INDICE - SOMMARIO XIII
6. Il c.d. criterio di prevenzione e l'oggi abrogato articolo 41-quinquies
della legge 17 agosto 1942, n. 1150: compatibilit'......................... » 207
6.1. Il c.d. criterio di prevenzione e l'oggi abrogato articolo 41-
quinquies della legge 17 agosto 1942, n. 1150:
incompatibilit'......................................................................... » 208
7. La "strana" tesi della sentenza n. 3536 del 25 marzo 1995. ............. » 215
Capitolo Sesto
LE APPLICAZIONI DEL PRINCIPIO DI PREVENZIONE
1. L'irrevocabilit'ella scelta del preveniente: 'ondizionata
all'attivit'osta in essere dal prevenuto. .......................................... pag. 222
2. L'irrilevanza della mancanza o illegittimit'el provvedimento
amministrativo che consente la costruzione del preveniente. ........ » 225
2.1. L'irrilevanza della mancanza o illegittimit'el
provvedimento amministrativo che consente la
costruzione del preveniente: un caso concreto. ................... » 227
3. I diritti del prevenuto: la possibilit'i colmare eventuali
intercapedini mediante opportuni accorgimenti. ............................. » 230
3.1. I diritti del prevenuto: irrilevanza della presenza di vedute sul
muro costruito dal preveniente ai fini dell'esercizio della
facolt'el prevenuto di chiedere la comunione forzosa del
muro medesimo. ....................................................................... » 233
4. L'incidenza dell'eventuale successione nel tempo di diversi
regolamenti locali o differenti normative in materia. ...................... » 242
4.1. La possibilit'i sopraelevare in prosecuzione nonostante la
modifica intervenuta medio tempore dello strumento
edilizio. ....................................................................................... » 248
5. La costruzione realizzata obliquamente. ............................................. » 249
6. Il caso dello spazio appartenente in comunione ai proprietari degli
immobili potenzialmente fronteggiantesi ed avente una larghezza
inferiore alla distanza legale da osservarsi tra le costruzioni. ......... » 252
7. Il singolare caso del proprietario preveniente, che, di fronte
all'illegittimit'ell'opera del vicino, per non essersi questo
conformato alle vincolanti soluzioni costruttive, correlative alla
esercitata prevenzione, abbia modificato la propria scelta
originaria, adeguando la sua costruzione a quella eseguita dal
prevenuto, cos'eterminando una situazione legittima in
riferimento alla normativa sulle distanze tra le costruzioni. ........... » 253
XIV INDICE - SOMMARIO
Capitolo Settimo
LE DEROGHE AL PRINCIPIO DI PREVENZIONE
1. L'articolo 9, primo comma, n. 2, del d.m. 2 aprile 1968, n. 1444: la
tesi secondo cui tale normativa rende inapplicabile tout court il c.d.
principio di prevenzione ...................................................................... pag. 256
1.1 L'articolo 9, primo comma, n. 2, del d.m. 2 aprile 1968, n.
1444: la tesi della prevalenza del c.d. principio di
prevenzione. .............................................................................. » 258
2. La prescrizione normativa di zone di sicurezza tra fabbricati. ......... » 262
3. Gli strumenti urbanistici che prevedono unicamente la distanza
tra costruzione e confine. ................................................................... » 263
3.1. Gli strumenti urbanistici che prevedono unicamente la
distanza tra costruzione e confine: particolare casistica
esemplificativa. ......................................................................... » 266
3.2. L'interpretazione giurisprudenziale della dizione "spazi
interni obbligatori" quale sinonimo di distanza del
fabbricato dal confine: conseguente inapplicabilit'el
criterio di prevenzione.............................................................. » 267
3.3. Il regolamento locale che fissa le distanze tra costruzioni e
confine: la previsione di costruire in appoggio od in
aderenza pu'che essere implicita. ..................................... » 271
3.4. Il regolamento locale che, pur fissando le distanze tra
costruzioni e confine, consente l'edificazione anche sul
confine medesimo. ................................................................... » 272
4. Il regolamento locale che si limita a fissare la distanza minima tra
le costruzioni. ....................................................................................... » 274
4.1. I regolamenti locali che stabiliscono una distanza minima
assoluta tra costruzioni maggiore di quella prevista dal
codice civile: l'orientamento che intende detta prescrizione
comprensiva di un implicito riferimento al confine. ........... » 280
4.1.1. I regolamenti locali che stabiliscono una distanza
minima assoluta tra costruzioni maggiore di
quella prevista dal codice civile: l'orientamento
che intende detta prescrizione comprensiva di un
implicito riferimento al confine. Ulteriore
casistica. ..................................................................... » 289
5. La tesi della persistenza integrale del criterio di prevenzione nei
casi in cui i regolamenti edilizi consentano la facolt'i costruire
sul confine (in aderenza od in appoggio) come alternativa
all'obbligo di rispettare una determinata distanza da esso. ............. » 293
INDICE - SOMMARIO XV
5.1. La tesi della persistenza solo parziale del criterio di
prevenzione nei casi in cui i regolamenti edilizi
consentano la facolt'i costruire sul confine (in aderenza
od in appoggio) come alternativa all'obbligo di rispettare
una determinata distanza da esso. .......................................... » 294
6. La norma urbanistica integrativa che ammette le costruzioni sul
confine solo se esiste convenzione tra i privati. ............................... » 295
7. Gli strumenti urbanistici che prevedono limitate e circoscritte
modalit'ostruttive. ............................................................................ » 296
8. La deroga convenzionale del principio di prevenzione non pu' validamente attuarsi mediante disapplicazione delle distanze
prescritte dai regolamenti locali. ........................................................ » 297
9. Casistica particolare. .............................................................................. » 297
Capitolo Ottavo
IL MURO SUL CONFINE: LA COMUNIONE FORZOSA,
L'INNESTO E LA COSTRUZIONE IN ADERENZA
1. La comunione forzosa del muro sul confine: principi generali. ...... pag. 299
2. Il titolo d'acquisto della medianza coattiva del muro sul confine. .. » 300
2.1. Il titolo d'acquisto della medianza coattiva del muro sul
confine: natura ed effetti della domanda giudiziale. ............ » 302
3. Le condizioni necessarie affinch'orga il diritto ad ottenere la
comunione forzosa ex articolo 874 del codice civile. I
regolamenti locali: rinvio. .................................................................... » 303
3.1. Le condizioni necessarie affinch'orga il diritto ad ottenere
la comunione forzosa ex articolo 874 del codice civile: il
muro "sul" confine e non "a cavallo" dello stesso. ............. » 304
4. L'innesto nel muro sul confine. ........................................................... » 305
5. Le costruzioni in aderenza. ................................................................... » 306
5.1. Le costruzioni in aderenza: le due diverse ipotesi. ................... » 308
5.2. Le costruzioni in aderenza: l'assenza di intercapedini e la
possibilit'i colmare le medesime quando siano di
modeste dimensioni. ................................................................ » 309
5.3. Le costruzioni in aderenza: l'autonomia dal punto di vista
strutturale al fine di differenziarle dalle costruzioni "in
appoggio". ................................................................................. » 310
6. Muro sul confine in zona sismica: i giunti di oscillazione. ............... » 311
7. Muro sul confine e titolo in base al quale si detiene il suolo ad
esso contiguo. ....................................................................................... » 313
8. Muro sul confine e demolizione (o danneggiamento) del
manufatto adiacente o comune. ......................................................... » 314
XVI INDICE - SOMMARIO
9. Muro sul confine e vedute. ................................................................... » 315
10. Ulteriore casistica. ................................................................................ » 316
Capitolo Nono
MURO DI CINTA E MURO DI CONTENIMENTO
(C.D. FONDI A DISLIVELLO)
1. Muro di cinta, muro di contenimento e nozione di "costruzione":
rinvio. .................................................................................................... pag. 320
2. Il muro di cinta: requisiti per la sua identificazione. .......................... » 320
2.1. Il muro di cinta e l'esenzione dal rispetto delle norme sulle
distanze tra fabbricati. .............................................................. » 322
2.2. Il muro di cinta e la possibilit'i renderlo comune anche a
scopo d'appoggio. .................................................................... » 322
2.3. Il muro di cinta e il rispetto delle vedute presenti nella
costruzione del vicino. ............................................................. » 324
2.4. Il muro di cinta: la spesa di costruzione per i muri di cinta
altri tre metri. ............................................................................ » 325
2.4.1. Il muro di cinta: casistica giurisprudenziale
configurante tale ipotesi. ......................................... » 327
2.4.2. Il muro di cinta: casistica giurisprudenziale non
configurante tale ipotesi. ......................................... » 328
2.4.3. Il muro di cinta: ulteriore casistica giurisprudenziale.
..................................................................................... » 329
3. Il muro di cinta tra fondi a dislivello: 'quiparato al muro di
fabbrica se il terrapieno 'rtificialmente creato dall'uomo. ........... » 330
3.1. Il regime delle spese di costruzione e conservazione del
muro di confine comune fra fondi a dislivello negli abitati.
..................................................................................................... » 330
3.2. Il regime delle spese di costruzione e conservazione del
muro di confine comune fra fondi a dislivello negli abitati:
quando non si applica l'articolo 887 del codice civile. ........ » 333
3.3. Muro di confine comune fra fondi a dislivello negli abitati:
l'autonomia del muro che s'innalza oltre il piano del fondo
sovrastante. ................................................................................ » 335
3.3.1. Muro di confine comune fra fondi a dislivello negli
abitati: ulteriore casistica giurisprudenziale.
Confine, giudizio possessorio e strumenti
urbanistici. ................................................................. » 336
INDICE - SOMMARIO XVII
3.3.2. Segue: ulteriore casistica giurisprudenziale; immobili
di interesse storico, archeologico od artistico;
responsabilit'er danni; opere da effettuarsi
presso le sedi stradali; onere di costruire e
mantenere il muro. .................................................. » 337
Capitolo Decimo
EDIFICI APPARTENENTI AL DEMANIO PUBBLICO,
EDIFICI DI INTERESSE STORICO, ARCHEOLOGICO
OD ARTISTICO, COSTRUZIONI CONFINANTI
CON PIAZZE O PUBBLICHE VIE
1. Costruzioni edificate a confine con piazze o pubbliche vie: non si
applicano le ordinarie normative sulle distanze. .............................. pag. 342
1.1. Costruzioni edificate a confine con piazze o pubbliche vie: il
significato dei termini "via pubblica" e "piazza". ................ » 342
1.2. Segue: il significato dei termini "via pubblica" e "piazza". La
presunzione che investe le piazze, gli spazi e i vicoli
all'interno della citt'................................................................ » 344
1.3. Costruzioni edificate a confine con piazze o pubbliche vie: le
strade vicinali assoggettate a pubblico transito. .................... » 346
1.4. Costruzioni edificate a confine con piazze o pubbliche vie: la
strada privata asservita ad uso pubblico. ............................... » 346
1.5. Costruzioni edificate a confine con piazze o pubbliche vie: il
caso delle strade private. .......................................................... » 349
1.6. Costruzioni edificate a confine con piazze o pubbliche vie: il
caso del suolo privato adiacente a vie o piazze pubbliche. . » 349
1.7. Costruzioni edificate a confine con piazze o pubbliche vie:
l'irrilevanza della mera destinazione di fatto o della mera
previsione di destinazione pubblica. ...................................... » 350
2. Costruzioni edificate a confine con piazze o pubbliche vie: ratio e
natura della regola imposta dal secondo comma dell'articolo 879
del codice civile. ................................................................................... » 353
3. Costruzioni edificate a confine con piazze o pubbliche vie: la
rilevanza del divenire strada pubblica in corso di causa. ................ » 354
4. Costruzioni edificate a confine con piazze o pubbliche vie: l'onere
della prova. ........................................................................................... » 355
5. Costruzioni edificate a confine con piazze o pubbliche vie: la
tutela giurisdizionale in caso di violazione delle normative o dei
regolamenti richiamati dal secondo comma dell'articolo 879 del
codice civile. ......................................................................................... » 356
XVIII INDICE - SOMMARIO
6. Costruzioni edificate a confine con piazze o pubbliche vie: la
deroga coinvolge anche le distanze imposte a tutela delle vedute'
..............................................................................................................» 358
7. Costruzioni edificate a confine con piazze o pubbliche vie: le
disposizioni degli strumenti urbanistici locali che disciplinano
l'altezza dei fabbricati rispetto alla larghezza delle strade. .............. » 359
8. Costruzioni edificate a confine con piazze o pubbliche vie:
casistica giurisprudenziale. .................................................................. » 359
8.1. Costruzioni edificate a confine con piazze o pubbliche vie:
casistica giurisprudenziale. Le autostrade non sono
equiparabili alle pubbliche vie. ................................................ » 360
8.2. Costruzioni edificate a confine con piazze o pubbliche vie:
casistica giurisprudenziale. Le strade ferrate non sono
equiparabili alle pubbliche vie.................................................. » 361
9. Gli edifici non soggetti alla comunione forzosa n'oggetti alla
facolt'el vicino di costruire in aderenza: edifici appartenenti al
demanio pubblico ovvero soggetti allo stesso regime, nonch' edifici riconosciuti di interesse storico, archeologico o artistico. .. » 361
10. Normativa antisismica e disposizioni contenute nell'articolo 879
del codice civile. ................................................................................... » 363
Capitolo Undicesimo
IL C.D. MURO DIVISORIO E IL C.D. MURO COMUNE
1. La presunzione di comunione del muro divisorio tra edifici. .......... pag. 368
2. La presunzione di comunione del muro divisorio sito tra cortili,
giardini ed orti o tra recinti nei campi. .............................................. » 369
2.1. La presunzione di comunione del muro divisorio sito tra
cortili, giardini ed orti o tra recinti nei campi: la richiesta
omogeneit'elle entit'rediali. ............................................. » 370
2.2. La presunzione di comunione del muro divisorio: i fatti da
provare per poter usufruire della presunzione medesima. .. » 371
3. La presenza di pioventi, sporti o vani nel muro divisorio sito tra
campi, cortili, giardini od e orti. ......................................................... » 372
3.1. La presenza di pioventi, sporti o vani nel muro divisorio sito
tra campi, cortili, giardini od e orti: la richiesta omogeneit' delle entit'rediali. .................................................................. » 373
4. Muro divisorio e onere della prova. .................................................... » 374
4.1. Muro divisorio e onere della prova: l'oggetto della prova. ..... » 375
5. Muro divisorio presunto comune: la linea di confine tra le due
diverse propriet'................................................................................. » 377
5.1. Muro divisorio presunto comune: la linea di confine tra le
due diverse propriet'Conseguenze pratiche. ...................... » 378
INDICE - SOMMARIO XIX
6. Muro divisorio e apertura di vedute. ................................................... » 379
6.1. L'apertura di luci nel muro divisorio. ........................................ » 379
6.2. Muro divisorio ed esercizio di servit' veduta. ..................... » 380
7. L'abbattimento del muro divisorio presunto comune. ..................... » 380
8. La successiva modifica dello stato dei luoghi non muta la natura
(presunta) comune del muro divisorio. ............................................. » 381
9. Responsabilit'er danni derivanti da rovina del muro comune. .... » 382
10. Il compossesso del muro insistente sul fondo altrui. ...................... » 382
10.1. La presunzione di compossesso del muro divisorio. ............. » 383
11. L'intercapedine sul confine e sua differenza con il muro
divisorio. ............................................................................................... » 384
12. Il muro divisorio tra fondi a dislivello. .............................................. » 384
13. La riparazione necessaria del muro comune. ................................... » 385
13.1. La riparazione del muro comune: il caso del muro portante
appartenente in propriet'sclusiva ad uno solo dei
partecipanti al condominio. .................................................... » 386
14. L'innalzamento del muro comune: la ripartizione delle spese. ...... » 387
14.1. L'innalzamento del muro comune: il manufatto che non ' in grado di sostenere la sopraedificazione. ........................... » 388
14.2. La sopraelevazione di una costruzione adiacente ad altra. .... » 389
14.3. L'innalzamento del muro comune: la tutela dei diritti dei
confinanti. ................................................................................. » 389
14.4. Innalzamento del muro comune e distanze per le vedute. ... » 390
14.5. La sopraelevazione del muro divenuto comune per
usucapione. ................................................................................ » 391
14.6. L'innalzamento del muro comune: ulteriore casistica
giurisprudenziale. ...................................................................... » 391
15. L'appoggio e l'immissione di travi o catene nel muro comune. .... » 393
15.1. Appoggio ed immissione di travi o catene nel muro
comune: ulteriore casistica giurisprudenziale. Ambito
condominiale. ............................................................................ » 395
15.2. Appoggio ed immissione di travi o catene nel muro
comune: ulteriore casistica giurisprudenziale. Processo,
manutenzione e spoglio. .......................................................... » 397
16. Il muro comune: gli articoli 884 e 885 del codice civile sono
norme eccezionali. ............................................................................... » 398
17. Il muro comune nelle zone sismiche. ................................................ » 399
XX INDICE - SOMMARIO
Capitolo Dodicesimo
FINESTRE, LUCI E VEDUTE
Sezione I
LUCI E VEDUTE: DEFINIZIONI
1. Aperture, luci e vedute. ......................................................................... pag. 408
1.1. Le luci: definizione. ...................................................................... » 408
1.2. Le vedute: definizione. ................................................................. » 408
2. Luci e vedute sotto l'impero del vecchio codice: disciplina analoga
a quella attuale. ..................................................................................... » 410
3. Luci e vedute: impossibilit'i altre tipologie di apertura (tertium
non datur). ............................................................................................... » 411
3.1. Luci e vedute: impossibilit'i altre tipologie di apertura
(tertium non datur). L'esempio del lucernaio insistente sul
tetto e apribile verso l'alto. ...................................................... » 412
4. Natura di luce o veduta: 'ccertamento di merito basato su
caratteristiche meramente oggettive. ................................................. » 414
5. Vedute dirette, balconi e vedute laterali od oblique e distanze
legali. ...................................................................................................... » 415
5.1. La definizione di veduta diretta e la distanza di un metro e
mezzo dal fondo del vicino, ex articolo 905 del codice
civile. .......................................................................................... » 416
5.2. Vedute laterali od oblique: la regola dei settantacinque
centimetri. .................................................................................. » 417
6. La misurazione delle distanze dalle vedute. ........................................ » 419
6.1. In particolare: la misurazione delle distanze da balconi,
sporti, terrazze, lastrici solari et similia. ................................... » 421
7. Il terzo comma dell'articolo 905 del codice civile: la pubblica via
collocata tra i fondi vicini. .................................................................. » 422
7.1. Il terzo comma dell'articolo 905 del codice civile: canali e
torrenti collocati tra i fondi vicini. ......................................... » 424
7.2. Apertura di vedute dirette e immobili allineati sullo stesso
lato di una via pubblica. ........................................................... » 425
7.3. Distanza per l'apertura diretta di vedute, balconi et similia: la
prova della natura (pubblica) del terreno che separa i due
edifici. ......................................................................................... » 425
7.4. La via pubblica ex terzo comma dell'articolo 905 del codice
civile: la presunzione di demanialit'x terzo comma
dell'articolo 22 della legge 20 marzo 1865, n. 2248,
allegato F. .................................................................................. » 426
INDICE - SOMMARIO XXI
7.5. Assoggettamento del fondo del vicino ad una servit' pubblica di passaggio: esonera dall'obbligo delle
prescrizioni di cui all'articoli 901 e 905 del codice civile. .... » 428
Sezione II
LUCI E VEDUTE: RATIO DELLA NORMATIVA
8. La ratio della normativa sulle distanze da osservare nell'apertura
delle vedute e nella costruzione in fondi limitrofi ad edifici con
vedute. ................................................................................................... » 428
8.1. La ratio della normativa sulle distanze da osservare
nell'apertura delle vedute: differenze con la ratio sottesa
alle normative sulle distanze tra fabbricati. ........................... » 430
8.2. La ratio della normativa sulle distanze da osservare nella
costruzione in fondi adiacenti a fabbricati con vedute:
differenze con la ratio sottesa alle normative sulle distanze
tra fabbricati. ............................................................................. » 433
9. Normativa sulle distanze da osservare nell'apertura delle vedute e
disposizioni sulle distanze tra fabbricati: ulteriori correlazioni. ..... » 433
Sezione III
REQUISITI PER L'ESISTENZA DI VEDUTE
10. Requisiti per l'esistenza di una veduta: la prospectio, senza l'uso di
mezzi artificiali, senza pericolo ed in ogni momento....................... » 435
10.1. Requisiti per l'esistenza di una veduta: la prospectio in
concreto e in riferimento al fondo dal quale la veduta ' esercitata. ................................................................................... » 436
10.1.1. Requisiti per l'esistenza di una veduta: la
prospectio della persona di altezza normale. ....... » 438
10.1.2. Requisiti per l'esistenza di una veduta: sufficienza
della prospectio, irrilevanza della ridotta utilitas... » 439
10.2. Requisiti per l'esistenza di una veduta: la destinazione
permanente e normale dell'opera. .......................................... » 440
10.2.1. Requisiti per l'esistenza di una veduta: la
destinazione permanente e normale dell'opera ,
non necessit'i destinazione esclusiva. ................ » 441
10.2.2. Requisiti per l'esistenza di una veduta: la
destinazione permanente e normale dell'opera. Il
caso del parapetto troppo basso e troppo largo
per consentire la prospectio. ...................................... » 441
XXII INDICE - SOMMARIO
10.2.3. Requisiti per l'esistenza di una veduta: la
destinazione permanente e normale dell'opera. Il
caso della recinzione/inferriata munita di punte
che non consentono l'inspectio. ............................... » 442
10.2.4. Segue: la necessit'i tener conto dell'evolversi
naturale della situazione in atto............................... » 444
10.3. Il significato di affacciarsi (prospectio). ....................................... » 444
Sezione IV
LA DISTANZA PER L'APERTURA
DELLE VEDUTE
11. Il significato di "fondo del vicino" in tema di vedute. .................... » 445
12. Distanza per l'apertura di vedute: deve essere rispettata quale che
sia la costruzione costruenda sul fondo del vicino. ......................... » 445
12.1. Distanza per l'apertura di vedute: deve essere rispettata
anche nel caso la veduta sia limitata dalla presenza di un
muro cieco del fabbricato del vicino. .................................... » 446
13. Distanza delle costruzioni dalle vedute: il caso della nuova
costruzione in appoggio (o in aderenza) ad un muro addossato al
muro in cui si apre la preesistente veduta del vicino. ...................... » 447
14. La misurazione della distanza per l'apertura di vedute: il caso del
muro comune posto a confine. .......................................................... » 448
14.1. Misurazione della distanza per l'apertura di vedute: un caso
particolare. ................................................................................. » 449
14.2. Distanza per l'apertura di vedute: come dev'essere misurata
in caso di fondi a dislivello' .................................................... » 449
15. Distanza per l'apertura di vedute: l'accertamento del confine allo
scopo di verifica del rispetto delle distanze. ..................................... » 450
16. L'apertura di finestre o balconi sop
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